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Narcisisti perversi - Manipolatori - Vampiri psico-affettivi

Come guarire dal Trauma da Narcisismo

Il partner manipolato attraverserà un lungo periodo nel quale sarà ossessionato dai ricordi della relazione e dall'immagine dell'ex (narcisista).
La persona che supera il Trauma da Narcisismo è destinata ad incontrare il vero amore.
Il lavoro di ricostruzione personale interiore fa si che si acquisisca ottima capacità di sentirsi, proteggersi e difendersi dalla manipolazione affettiva.
Ne consegue lo sviluppo dell'attitudine di riconoscere e circondarsi di persone autentiche e la scelta e l'essere scelti da chi sa amare.

Innanzitutto bisogna eliminare le nostalgie amorose verso il narcisista, che appariva come una persona un po’ difficile, ma tuttavia amabile, e bisogna capire che invece si ha avuto a che fare con un vero e proprio squilibrato, con un portatore di grave disturbo di personalità (classifficato dal DSM il più importante Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi mentali).
Per fare ciò innanzitutto va capito che si tratta di una malattia di cui si è stati vittima.
Tuttavia l’oggetto interno alla vittima è duro da staccarsi, esso è come un fantasma persecutorio e angosciante che tiene costantemente viva l’immagine del narcisista amato.

Si spera costantemente che esso/a guarisca ma purtroppo non è così, il narcisista ha intaccato il nostro sistema immunitario psichico e ne ha compromesso le funzioni, anche se lui o lei guarisse (cosa come ho detto quasi impossibile), la vittima resterebbe comunque malata.
Quindi nei confronti dell’ex-partner narcisista bisogna cambiare atteggiamento emotivo, bisogna contenere il dispiacere di aver perso una persona amata, comprendendo che non ci si rendeva conto che quella persona era effettivamente una persona malata di mente.

E’ chiaro che anche la vittima ha a sua volta ha un problema latente, una ferita narcisistica nella quale il narcisista è riuscito ad infiltrare i suoi influssi maligni, così tale problema latente si acuisce e viene fuori con maggior virulenza.
Allora è importante differenziare la situazione e approfittare per capire che un conto sono i propri problemi personali venuti a galla (e sono da risolvere) e un conto sono quelli indotti dall’oggetto interno narcisista malato.
Bisogna fare attenzione a non incorrere nell’errore clinico o teorico di voler dimostrare una consequenzialità diretta tra una problematica pregressa della vittima e gli effetti della traumatizzazione narcisistica; detto con una metafora provocatoria, si può incorrere nel rischio di voler dimostrare che ad una persona è venuto l’infarto in quanto aveva una scoliosi.
Inoltre, invece di comprendere che la patogenicità del narcisismo patologico si accanisce soprattutto nei confronti di persone apparentemente normo-nevrotiche, relativamente sane e adattate socialmente (seppure ‘sospettabili’ di una nevrosi latente da ferita narcisistica), si rischia di continuare a voler individuare a tutti i costi le responsabilità collusive della vittima traumatizzante con il traumatizzatore.
Infatti il narcisista durante tutto il rapporto è stato costantemente ambivalente, faceva il bello e il cattivo tempo, minacciava continui abbandoni, li metteva in atto e poi tornava, a tratti faceva l’affettuoso e a tratti diventava cattivo, questo andamento ambiguo e malsano che si è sopportato nel tempo ha reso la vittima emotivamente instabile ed insicura; poi quando la vittima viene abbandonata il narcisista con malignità più o meno sottile, dopo averla indebolita, mira a distruggerla.
Questo bisogno di distruggere la vittima deriva dal fatto che il narcisista sa di essere stato cattivo (seppure non lo può ammettere) e la vittima gli riflette la sua cattiveria in quanto ne è testimone e l'ha subìta.
Poiché il narcisista non sopporta di essere cattivo (comunque di avere un lato cattivo, come tutti più o meno hanno), in quanto crede di essere un piccolo Dio in terra che, semmai gli altri cattivi e invidiosi, non comprendono- ha bisogno di distruggere le tracce, le prove ed anche il testimone della sua cattiveria; lo fa colpevolizzando la vittima, umiliandola, trattandola molto male.
Infatti per il narcista essere amati vuol dire potersi specchiare in uno specchio (il partner) nel quale lui/lei può ammirarsi in tutto il suo potere e bellezza; quando lo specchio (cioè la vittima) incomincia a fare presente che qualcosa non va o comunque ad opporsi a quelle che invece sono cattiverie, mancanze, ambivalenze del narcisista, quest’ultimo si altera sempre di più, ed essendo incapace di riconoscere i suoi errori (ciò lo mette in una crisi inconcepibile) o di chiedere scusa, incomincia a credere che siacattivo lo specchio , cioè la vittima, quindi fa un’operazione di ribaltamento proiettando la sua cattiveria sulla vittima, ed esercita tutta la sua cattiveria ed il suo odio per colpevolizzare la vittima (in certi casi, di maggior malignità, può persino criminalizzarla con denunce e querele e indurla al suicidio).
Lo specchio che gli serviva per ammirarsi va distrutto, fatto cadere in mille pezzi senza pietà.
E così infatti avviene, la vittima cade a pezzi, mentre il narcisista se ne va in giro a testa alta credendo di essere nel giusto e riesce perfino a divertirsi e apparentemente a stare bene, incurante dei danni che ha fatto, ed anzi addirittura sentendosi come un giustiziere che ha fatto bene a rovinare quella persona che, sì lo amava, ma che non era degna di lui/lei in quanto ha osato rispecchiargli le sue parti negative. Fonte: Pier Pietro Brunelli


Alcuni utili suggerimenti da mettere in pratica per iniziare a riprendere in mano la vostra voglia di vivere e recuperare la vostra dignità di persone:

Non isolatevi e confrontatevi con persone sane e gentili:
è fondamentale  ricordarsi come ci si sente a essere trattati con rispetto, umanità e sensibilità (purtroppo quando ci si abitua a essere maltrattati a lungo si tende a dimenticare i parametri di una relazione sana).

Aprite gli occhi e sforzarsi di vedere la verità:
purtroppo il dolore più grande alla fine di una relazione con un narcisista non è dato tanto dalla perdita della persona in sé e per se ma dalla sparizione dell’idealizzazione che se ne era fatta. Come evidenzia Cinzia Mammoliti nel suo testo ‘I serial killer dell’anima’ “scoprire che la persona alla quale ci si era emotivamente affidati è completamente differente da quella che si era interiorizzata e adorata è paragonabile all’amputazione di una parte di sé. Per questo risulta così difficile accettare la verità e si preferisce rimanere legati al ricordo dell’immagine che ci si era costruiti. Non si ama più – prosegue la Mammoliti - il mostro che ha ormai svelato il suo volto, bensì l’immagine idealizzata dello stesso, difficile da abbandonare perché altrimenti ci si sentirebbe degli idioti che non sono riusciti a comprendere con chi avevano a che fare veramente”.

Imparate a riconoscere la rabbia e a sfogarla, in modo sano:
Quest’operazione, fondamentale per un risveglio interiore e per spogliarsi finalmente dal ruolo di vittima, è molto complessa da svolgere da soli ecco perchè è fondamentale chiedere l’aiuto a un esperto che ci consentirà in primis di contattare la nostra rabbia e poi di imparare a sfogarla in modo sano e non aggressivo.

Non compromettete la vostra capacità di amare:
purtroppo sono in molte le persone che, dopo una relazione affettiva così drammatica, sentono di non essere più in grado di provare sentimenti per un’altra persona. In particolare Cinzia Mammoliti evidenzia due atteggiamenti negativi che possono rivelarsi controproducenti: il primo, come accennato sopra, è quello della persona che decide di non volerne più sapere di sentimenti e sceglie l’isolamento affettivo ed emotivo come forma di protezione. Il secondo invece è rappresentato dalla coazione a ripetere: capita spesso che chi è stato vittima in passato tenderà a ricercare quello stesso ruolo nei rapporti successivi, in parte perché pensa di non meritare altro, in parte perché cerca, ogni volta, di riparare alla vecchia relazione distrutta. Ma nessuno dei due atteggiamenti è funzionale in quanto ogni individuo ha diritto ad una vita affettiva sana e appagante perciò isolarsi così come ostinarsi a mettere in scena copioni disfunzionali già visti non offre alla persona la possibilità di sperimentarsi in una relazione sana che rispetti la sua dignità di persona.

Imparate a darvi tempo:
Serve tempo per consentire alla ferita di rimarginarsi e imparare, nel frattempo, a fare affidamento su se stessi, riscoprendo il proprio valore personale e le proprie capacità. Sicuramente questo è un passo complesso da compiere ma fondamentale perché, ricordiamoci sempre, ogni relazione sana ha bisogno di persone che abbiano imparato prima di tutto ad amare se stesse e a farsi rispettare. Dopo aver vissuto questo genere di esperienze traumatiche sarà fondamentale dunque recuperare la propria dignità di persone e l’amor proprio, ingredienti indispensabili per ricominciare ad amare in modo sano. Fonte: I serial killer dell’anima. Cinzia Mammoliti



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11 commenti:

  1. Buongiorno per completezza segnalo il testo gratuito dove per la prima volta in Italia io ho descritto e studiato per la prima volta in Italia il TRAUMA DA NARCISIMO (TdN) e il vampirismo amoroso... http://www.albedoimagination.com/2013/10/bugiardi-ipocriti-e-manipolatori-affettivi-saperne-di-piu-per-potersi-difendere/

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  2. Buongiorno per completezza segnalo il testo gratuito dove per la prima volta in Italia io ho descritto e studiato per la prima volta in Italia il TRAUMA DA NARCISIMO (TdN) e il vampirismo amoroso... http://www.albedoimagination.com/2013/10/bugiardi-ipocriti-e-manipolatori-affettivi-saperne-di-piu-per-potersi-difendere/

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  3. Lei 23 anni Narcisa e lui 50 narcisista...Sono stata abusata da tutti e due in casa mia (lui il mio partner nonchè padre di mia figlia,lei amica di famiglia ospitata per un trasferimento!).Ora vivono insieme dopo che mi hanno fatto subire 5 mesi di inferno..immagini due narcisi che si incontrano e decidono di fare una vita trasgressiva.La nostra famiglia distrutta.ora vivono insieme noncuranti di tutto.che rapporto possono avere con una coscienza così pesante..forse non ce l'hanno vero?
    grazie per avermi letto.
    O.

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    1. Che dirle ... cerchiamo di ritrovare noi stesse che abbiamo i veri valori, sono persone che non valgono niente e per prendere consapevolezza di questo ci vorrà tempo, tanto tempo, me ne sto rendendo conto .... sono delle bieche persone .. prendono il bene non essendo capaci di donarlo. La letteratura dice che è una fortuna liberarsene..
      Sull'incontro tra due narcisi ....ho pensato anche io cosa possa accadere tra due soggetti del genere ma non essendo del settore ed essendo una vittima non ne ho proprio idea, forse 'vince' il più forte dei due ?!?

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  4. Purtroppo sembra incredibile, ma riescono a trovare altre donne, dopo 20 anni di matrimonio ha trovato un altra ... due famiglie sfasciate .. ma questi esseri, queste persone anaffettive possono cambiare ??? Può darsi che la nuova tizia provochi il cambiamento ? .. perchè si mostra come un agnellino e fa cose che alla moglie negava ..... La storia con la nuova tipa va avati da qualche anno facendo i fidanzatini ... se potete darmi una risposta vi ringrazio. AA

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  5. credo che con il tempo faccia patire anche lei..alla fine non riescono a far felice nessuna..

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    1. E se cambiasse .???? Il mio atroce dubbio è che con la nuova cambi, sta facendo cose che sapeva benissimo piacevano alla famiglia, perché adesso le mette in atto con la nuova ? Quindi è cambiato !??!
      Questo pensiero mi distrugge. . ...

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    2. non logorarti col dubbio che potrebbe o no cambiare, anche se fosse anche se cambiasse la colpa non era tua, ma dubito che possa succedere è solo apparenza, la maschera prima o poi cadrà anche con lei o se poco si somigliano finiranno per distruggersi a vicenda.

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  6. credo che con il tempo faccia patire anche lei..alla fine non riescono a far felice nessuna..

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  7. La domanda la rivolgo a tutti: possono redimersi ?? Puo' esserci la persona che, una volta incontrata fa cambiare queste persone ?

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  8. Grazie x l'articolo, pensavo ormai di essere io pazza, ed invece non ero, non sono che la vittima. Mi fa male, è cattivo e non riesco ad uscirne. Ma so che è un problema. Almeno ho questa consapevolezza.

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