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Narcisisti perversi - Manipolatori - Vampiri psico-affettivi

Narcisismo - Introduzione

Il mito di Narciso


Il termine "Narcisismo" prende il nome dal mito greco in cui viene raccontata la storia di Narciso, un giovane di straordinaria bellezza, cui Tiresia il veggente, aveva previsto lunga vita a condizione che non conoscesse mai se stesso.
A sedici anni contava già numerosi amanti di entrambi i sessi, tutti immancabilmente respinti.
Un giorno mentre era a caccia di cervi in una foresta, chiese a gran voce se ci fosse qualcuno nei dintorni e la ninfa Eco, che si era innamorata di lui e lo seguiva di nascosto, gli rispose ripetendo le sue ultime parole, tentando il desiderato abbraccio che Narciso respinse come di consueto.
Si narra che della bella ninfa siano rimaste soltanto le ossa tramutate in sassi e che la sua voce sia tuttora vagante in valli solitarie.
Un giorno però, una delle sue amanti respinte, la dea Nemesi, fece si che anche Narciso venisse privato dell’abbraccio di colui che ama.
Accadde così che quest’ultimo un giorno, assetato, si affacciasse in prossimità di una sorgente e scorgendo la propria immagine riflessa se ne innamorasse perdutamente. In principio non riconobbe se stesso, ma in seguito arrivò alla verità: “Io sono te” e struggendosi d’amore per quello che ormai sapeva essere se stesso, si lasciò morire.
Quando cercarono di dargli degna sepoltura, coloro che lo amavano scoprirono, nel punto in cui scomparve, un bellissimo fiore dai petali bianchi orlati di color zafferano, il narciso, che a livello di classificazione botanica, appartiene alla specie della aamarillidacea bulbosa, un fiore contenente la narcisina, un potente alcaloide tossico che causa decessi inspiegabili di animali da pascolo nelle zone mediterranee.
Nella letteratura il mito di Narciso ha colto l’aspetto propriamente psichico di investimento pulsionale, per cui Narciso è divenuto simbolo di un atteggiamento dell’Io che sa amare solo se stesso, escludendosi totalmente dal resto del mondo.
La suggestiva tragedia di questo mito ci regala un’importante morale: la vera bellezza e la capacità di essere amati sbocciano quando decade quell’eccessivo e ossessivo amore verso se stessi.

Il disturbo narcisistico di personalità

Sebbene la maggior parte delle persone possieda alcuni tratti narcisistici (sano amor proprio che spinge il soggetto a coltivare qualità come il rispetto di se stesso, il senso dell'onore, la lealtà, il piacere di rendersi utile, la coerenza con i "valori" sociali e politici comunemente accettati nelle collettività più civili: in una parola, quando favorisce l'auto-realizzazione), nel DNP - disturbo narcisistico di personalità (narcisismo secondario)  mancano un super-io ben strutturato, il senso del dovere e il senso morale, che produce effetti negativi e aggrava le difficoltà del soggetto nei suoi rapporti con se stesso e con gli altri fino a giungere ad un livello  patologico  quando il soggetto è fissato su se stesso, o perchè non si è evoluto o perchè è regredito, quindi perde di vista la propria realtà interiore ed incontra gravi difficoltà nella vita di relazione.
Secondo il DSM-IV-TR (Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) il narcisismo maligno è un disturbo della strutturazione della personalità ed è generato da una patologia del super-io, ovvero dalla disfunzionalità o dall'assenza di quella parte della mente che impone limiti morali, regole e normative realistiche.
I narcisisti non amano se stessi come sono realmente, ma la propria immagine, cioè quell'immagine mentale che ciascuno porta dentro di sè ed è chiamata Io ideale in contrapposizione con l'Ego reale (o Io reale).
Essenzialmente, il narcisismo è (o meglio: vorrebbe essere) la risposta ad un bisogno d'amore. Quando (a torto o a ragione) sente la mancanza dell'amore altrui, il narcisista rimedia amandosi da sè. Ciò avviene (anche) perchè al narcisista non piace essere ciò che è realmente.
Non si riconosce, non si ama – e non vuole essere riconosciuto/amato – nel suo Ego reale, ma in quello idealizzato, con il quale si identifica.
Ha bisogno d'amore, ma lo rifiuta se non è quello "giusto" (quello per il suo Io ideale).

Narcisisti si nasce o si diventa?

Il narcisismo si radica nell'infanzia e nella relazione genitori-bambino quindi bisogna indagare, ancora una volta, la sfera personale antica della vita infantile e la qualità delle relazioni genitoriali interiorizzate.
Quando l’amore dei genitori manca o è eccessivo il bambino cresce incapace di amare altre persone o perchè non sa come si fa (non essendo stato lui stesso oggetto d’amore), o perchè è stata talmente enfatizzata l’importanza della sua persona che gli appare ovvio che gli altri amino lui, ma non che questo amore debba essere ricambiato.
Da queste due differenti situazioni infantili derivano i due principali atteggiamenti del narcisista:

- la trascuratezza produce un futuro narcisista avido di attenzione, ammirazione, amore, che gli servono come compensazione di ciò che non ha ricevuto nell’infanzia e da adulto tenderà a cercare per tutta la via di colmare il vuoto affettivo e la mancanza di attenzioni che lo hanno fatto soffrire da bambino, pretendendo che gli altri lo sostengano, riconoscano il suo valore, lo ammirino, siano a sua disposizione.
Sarà anaffettivo, non amerà realmente nessuno (esattamente come un tempo qualcuno non ha considerato lui come qualcosa di prezioso, di unico e da amare) perchè non ha mai avuto affetti veri e, quindi, non ha sviluppato un Sè autentico capace di provare sentimenti profondi ed in grado di suggerire scelte sulla base di valori che sono possibili solo se esiste un "io" ben strutturato che valuta e sceglie.
Nel narcisista non c'è un vero amor di sè ma solo il culto della propria immagine.
Non avendo potuto godere a suo tempo di quello sguardo autentico della figura di riferimento (la madre) che potesse garantire il suo valore ed il suo senso di esistenza, lo cerca tutta la vita negli occhi degli altri e si condanna a piacere agli altri incarnando valori socialmente accettati e premiati.

- l’esaltazione produce un futuro narcisista egocentrico, convinto che tutto gli sia dovuto, che gli altri gli siano inferiori, che non abbiano mai ragione a meno che non concordino con lui: una visione di sè e degli altri che ha appreso nel corso dell’infanzia e mai abbandonato.
Da adulto riterrà ragionevole che tutti lo trattino come è stato trattato da uno o entrambi i genitori e che gli riconoscano quindi la stessa grandiosità che gli è stata riconosciuta in famiglia mentre cresceva.
Ne consegue un atteggiamento superbo e spocchioso spesso indigesto alla maggior parte delle persone con le quali entra in contatto.
Di solito non ha infatti molti amici, soprattutto non ha molti amici maschi perchè è con loro che si sente in diretta competizione e se non gli riconoscono che lui è il migliore ammirandolo, ascoltandolo pontificare su ogni argomento e condividendo le sue opinioni, tenderà a pensare che non sono persone degne della sua compagnia, allontanandosene prima che lo facciano loro.

Come riconoscere il narcisista manipolatore?

Uomini e donne possono essere ugualmente narcisisti, ma mentre le donne, per ragioni storico-culturali sono portate a smussare i loro tratti caratteriali perché culturalmente più bisognose e attente alle relazioni sentimentali, gli uomini invece, non ne sentono la necessità e all’interno della relazione e vengono accettati maggiormente per quello che sono.
Identikit del perverso narcisista - Tratti comportamentali e Caratteristiche fisiche:
Il narcisista possiede un ideale dell'Io troppo elevato, impossibile da raggiungere.
E' separato dal suo vero Sè ed incarna un falso Sè grandioso ed illusorio.
Non conosce la propria natura, non riesce ad esprimere le proprie potenzialità ed i propri talenti, non è consapevole della propria debolezza e dei propri reali bisogni.
E' un vampiro psico-affettivo vero e proprio che si nutre dell’energia vitale della sua preda.
Mostra un'esagerata "grandiosità" con tratti mitomani: usa una maschera per nascondere il suo vuoto interiore.
Questo vuoto squallido ed angosciante, egli lo compensa occupandosi di ciò che vorrebbe essere invece di ciò che è e coltiva un'immagine di sè ideale che dovrà essere apprezzata, sostenuta ed accettata dagli altri in modo da ricavarne quel sostegno e quel plauso di cui ha bisogno per vivere.
Il narcisista perverso è un camaleonte e cambia giorno dopo giorno adattandosi alle esigenze esterne.
E' solo ed infelice e non può creare rapporti autentici perchè non conosce i propri sentimenti, ed è quindi costretto a divorare gli altri e e a manipolarli per propri bisogni.
Per accettarsi e affermarsi, deve trionfare e distruggere qualcun’altro sentendosi superiore.

Il narcisista e gli altri

Nella società è considerato persona vincente: si adegua alle opinioni e ai valori esterni (conformismo) ma non coltiva nulla di personale e autentico.
Si convince di poter essere ciò che appare e confonde essenza ed immagine.
Per poter essere accettati ed accettarsi, deve rispecchiarsi negli occhi degli altri e ricavare un'immagine positiva di Sè.
In questi soggetti mancano l'autostima e la consapevolezza del proprio valore e, in cambio dell'accettazione da parte degli altri, essi svendono la propria identità ed autenticità.
Credono di essere perfetti, dicono quello che gli altri vogliono sentirsi dire e non possono mettere in discussione la propria immagine perchè aprirebbero il vaso di pandora che spalancherebbe le porte su quello che percepiscono come un "orrido abisso".
Hanno bisogno del contatto con gli altri ma distaccato e formale perchè solo così possono ottenere ciò che gli serve per vivere, adulano le persone che li ammirano e che li rafforzano e odiano coloro che non lo fanno.
Quando entrano in contatto con gli altri sono molto seduttivi e manipolatori ma sono condannati a piacere per piacersi e quindi non si curano degli altri in senso affettivo dal momento che gli altri sono solo degli specchi che devono sostenere la loro "farsa" sia pubblica che privata, hanno cioè una doppia faccia, come Doctor Jekill e Mister Hide.

Il narcisista nelle relazioni di coppia

L'esordio sulla scena dei narcisisti perversi è teatrale poichè usano le loro migliori maschere e strategie per riuscire a fare breccia nel cuore del/della malcapitato/a ma questo atteggiamento serve solo a fidelizzare la preda.
Il gioco perverso consiste nel "prima ti do tutto e poi ti tolgo tutto".
All'inizio, il/la narcisista si comporta come se fosse l'uomo/la donna ideale (Love Bombing) ed è proprio questo ciò che attira la sua preda che ben presto diventa un suo strumento, una sua creazione.
Dopo aver accalappiato la vittima/preda di turno (il manuale del narcisista) comincia a minare la sua autostima con l'obiettivo di umiliarla, ferirla e di annullarne la personalità.
Non mira a chiunque: sceglie donne con una certa ricchezza interiore ed intellettuale.
Se così non fosse, non ci sarebbe nulla da prendere loro.
Sono donne che hanno un bisogno d’amore un po’superiore rispetto alle altre, una lieve fragilità in più che il perverso sa rilevare immediatamente.
E questo spiega, forse, che durante la fase di seduzione, le donne non percepiscano quei piccoli indizi che avrebbero dovuto metterle in allerta.
Quando mostra il suo vero volto, esse sono già nella trappola in quanto il narcisista è un manipolatore che muove i fili delle sue marionette ed il suo approccio è di tipo predatorio.
È di fatto un tipo fascinoso e ammaliatore, che conosce benissimo i punti deboli e i gusti della persona con cui ha a che fare per poterla conquistare.
E' un abile ragno, paziente e geometricamente accorto nel tessere la sua sottile, invisibile, ineludibile, micidiale tela.
Procede in maniera lenta e graduale, invischiando la sua preda giorno dopo giorno inesorabilmente finchè questa, confusa-spersonalizzata-paralizzata, finisce nella più totale sudditanza psicologica.
I problemi veri cominciano dopo un pò di tempo: il narcisista non vuole che gli altri entrino nel suo spazio perchè quello è il suo spazio vitale, chiede la vicinanza dell'altra persona ma è come se ci fosse un cerchio che non può essere oltrepassato e se l'altra persona si spinge dentro il cerchio, il narcisista la respinge tanto più violentemente, tanto più l'altra persona cerca di entrare.
Il narcisista ritrova sicurezza solo nelle relazioni superficiali che riesce a dominare mentre teme le relazioni impegnative che potrebbero smascherare la sua vera natura.
Tutte queste strategie sono giustificate dal fatto che teme di dare tropo potere al partner e quindi deve marcare dei limiti ben precisi entro cui possa sentirsi sicuro.
Se la vittima/preda risponde con un no alle loro richieste, cominciano i guai: passa così alla violenza psicologica e poi allo schema del silenzio, strategia evasiva cui fa ricorso per annichilire emotivamente la vittima.
La violenza psicologica ha varie facce e spinge la partner nella spirale dell'abuso.
Si manifesta con indifferenza emotiva, ricatto morale, disprezzo, derisione, denigrazione, accusa, isolamento, disorientamento: se in una coppia una delle parti usa il potere del legame per ferire l’altro, non è amore, non è amicizia, ma manipolazione emotiva (ME) anche definito come gaslighting, rapporto disfunzionale, uso distorto del potere.
Le modalità comunicative perverse possono, a ben ragione, essere assimilate al delirio.
La contraddizione diviene paradossale, oppure si intreccia in quella duplice stretta definita comunicazione in double bind che consiste nel porre l’altro in una situazione paradossale per poi poterlo rimproverare della contraddizione in cui è stato messo.
La violenza esplode se la vittima/preda lo mette in discussione,  giustificherà i propri comportamenti, qualsiasi essi siano, colpevolizzando la vittima e non assumendosene la piena responsabilità: non sbaglia mai, ha sempre ragione e la colpa è sempre degli altri e delle sue vittime in particolare.
E' un meccanismo di difesa che consente di non riconoscere i propri difetti bensì nell’attribuirli ad altri (proiezione).
Non è in grado di assumersi delle reali responsabilità che necessitano di scelte precise e di farsi carico delle conseguenze di queste scelte.
La negazione dei propri errori, limiti e difetti, lo porta a rifiutare il sentimento della colpa reale, all'incapacità di amare, al cinismo e all'indifferenza.
Dopo la vittimizzazione e la conseguente colpevolizzazione, la negoziazione di un periodo di riflessione, nella speranza che qualcosa cambi, costituiranno ulteriori, perversi tentativi di destabilizzazione mentale da parte del “vampiro psicoaffettivo”; perché la caratteristica principale della personalità manipolativa è l’affermazione di sé a tutti i costi ed, a questo scopo, arriva a fare carte false pur di trasformare la realtà a suo esclusivo vantaggio.
Non accetta la frustrazione e cerca sempre continue conferme, è vulnerabile alle critiche, insicuro, arrogante e presuntuoso.
Con i narcisisti difficilmente s'instaura una relazione in cui l’uno dipende dall’altro per lo sviluppo delle rispettive potenzialità.
Il narciso è diffidente, rende la compagna insicura, la svaluta e fa di tutto per ingelosirla con il meccanismo della triangolazione.
Una particolarità di alcuni uomini narcisisti è quella di "collezionare" donne senza lasciarne mai del tutto qualcuna, arrivando a creare una sorta di harem virtuale, ovvero una rete di ex o potenziali partner della quale si sente al centro.
Se viene attaccato usa l'aggressività per proteggere l'immagine che ha dato di sè agli altri.
A volte tale aggressività trova sfogo nell'omicidio.
Non sopporta la sfida oltre certi livelli e quando alza il tiro per indurre la preda a sottrarsi (perchè allettato da altre e più succulente prede) la resistenza e l'indifferenza scatenano i peggiori istinti.
Se la preda decide di restare entra nel gioco perverso.






Molte donne vivono queste relazioni malate come una sfida e non si arrendono a mollare l'osso sperando di poter ribaltare la situazione a proprio favore ma si tratta di un errore micidiale perchè i narcisisti alzano il tiro con la violenza ma non cambiano. i problemi si possono risolvere solo se le parti in causa si considerano impegnate nella relazione, se nutrono un interesse autentico l'una nei confronti dell'altra e se si riconoscono reciprocamente lo stesso valore.
Nelle relazioni dipendenti, sin dall'inizio, impegno, interesse e parità di valore, mancano alla base.
Il rapporto con un narcisista è improntato su una forte e rigida complementarietà con un partner che si percepisce dominante e l'altro che subisce più o meno consapevolmente questa definizione e si sforza per conquistare amore e approvazione.
Ciò avviene perchè il partner debole agisce in buona fede sulla base dell'errato presupposto che "se avrò pazienza e mi comporterò bene, l'altro cambierà".
Oppure "l'altro mi ignora, mi punisce o mi maltratta perchè io non faccio abbastanza".
E' un rapporto frustrante e con il tempo diventa un gioco al massacro, un tribunale malato che condanna il dipendente affettivo ad espiare ogni giorno di più la propria inadeguatezza.
Nella dipendenza affettiva, la relazione non esiste.
Il dipendente affettivo finisce per concentrarsi su di sè, sui propri errori, sul proprio dolore e perde la percezione realistica.
Il narcisista è instabile ed avulso dalla realtà e dalla relazione.
Nella mente del narcisista l'altro non esiste, non esiste come interlocutore e non esiste come persona ma è solo uno specchio ed un oggetto che gli serve per convalidare la propria immagine ed arricchire una narrazione egocentrica che necessita di vittime da sacrificare alla propria personalità despota, tirannica e dittatoriale.
Un rapporto affettivo “manipolato”, inevitabilmente, procura una frattura narcisistica destinata a non ricomporsi in assenza del ripristino di un clima di fiducia e senza il sostegno di un processo di de-colpevolizzazione.

Nelle separazioni, i perversi si pongono in vittime abbandonnate, il ché da loro il ruolo migliore e permette loro di sedurre un’altro partner consolatore.

I narcisisti mostrano i seguenti tratti di personalità:
sono indifferenti verso gli altri, una esagerata concentrazione su se stessi negli scambi interpersonali, problemi nel mantenere relazioni durature e soddisfacenti, assenza di consapevolezza psicologica, assenza di empatia (disumanità), hanno difficoltà a distinguere se stessi dagli altri, sono ipersensibili agli insulti reali o immaginati, non provano senso di colpa, linguaggio del corpo altezzoso, usano le altre persone senza considerare le conseguenze di questo utilizzo (opportunismo), fingono di essere più importanti di ciò che sono realmente, si vantano dei loro risultati e li esagerano, affermano di essere esperti in molte cose, non riescono a vedere il mondo dal punto di vista degli altri, non provano rimorsi e sono degli ingrati.





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