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Narcisisti perversi - Manipolatori - Vampiri psico-affettivi

Silent Treatment - Lo schema del silenzio e della fuga

Secondo Weinberger la triade - depressione, silenzio, masochismo - si ritrova più spesso in soggetti che hanno avuto un trauma affettivo tra il 18° mese e il terzo anno di vita, con una perdita di "status" e di una relazione oggettuale molto stretta.
Questa sindrome che, secondo l'autore è più frequente nei primogeniti, utilizza il silenzio per prevenire ulteriori sentimenti di offesa alla stima di sé.
Nel medesimo tempo, il silenzio serve a restaurare inconsciamente la perdita della relazione fondamentale con la madre.
Nella regressione, il silenzio implica un aumento del narcisismo e del sentimento di onnipotenza che sostituisce una perturbata relazione con la realtà. "Io non ho bisogno di nessuno" è un'introduzione al sé grandioso come difesa contro il vuoto depressivo.
Il narciso fugge per prendere aria da quella che considera una relazione troppo soffocante ma anche per punire la partner.
Quando è costretto ad affrontare la frustrazione di un compito impegnativo o si trova bersaglio di uno dei troppi duelli di botta e risposta verbale, la sua sensibilità nel sentirsi sciocco ed inadeguato può portarlo a lanciarsi in uno stato tirannico di meschinità tipica dei narcisisti, o indurlo a sparire nel suo ostruzionistico, silenzioso abisso.
Si tratta di una forma passiva-aggressiva di comunicazione che trasmette il disprezzo atta al controllo. E' usata dai manipolatori affettivi in modo ripetuto per controllare, punire, mettere confini, evitare responsabilità.
Quando la preda si ribella esasperata dal dolore e piegata dall’evidenza, la prima mossa del narcisista perverso è restare immobile.
Rispondere ai messaggi con ore di ritardo o non rispondere affatto è una strategia ben calcolata per avere potere sulla compagna e per farle capire chi detta le regole nella relazione, per ristabilire la sua supremazia di potere.
Conosce la vittima, sa che non riuscirà a svignarsela così facilmente, la immagina spesso a ragione arrovellarsi nell’ossessione, consumarsi in pianti, soffrire al punto che tornerà più “innamorata” che mai. Inoltre, la tentata evasione del/la partner comporta per l’aguzzino sentimentale il vantaggio secondario di prendersi una pausa da una relazione che sentiva già “troppo impegnativa” e dedicarsi alla sua attività preferita senza complicazioni: trastullare se stesso.
Il narcisista perverso ha un senso del tempo decisamente lato: se per la sua “vittima” un’ora è un secolo, per lui settimane sono niente ed è, per questo, abile nell’arte dell’attesa come un ragno delicatamente addormentato sulla sua tela.

Lo schema del silenzio in tutte le sue varie forme può essere dannoso perché viola quattro bisogni umani fondamentali:

Il bisogno di appartenere.
Gli esseri umani hanno bisogno di sentirsi collegato. L'ostracismo mina questo senso di appartenenza.
Senso di controllo.
La gente ha bisogno di sentire un senso di controllo, che può essere mantenuta fino a quando sono in grado di sostenere il loro punto di vista. Il trattamento in silenzio rimuove quel senso di controllo.
Autostima.
Gli esseri umani hanno bisogno di valorizzare e rispettare se stessi. Essere ostracizzato induce la sensazione di aver fatto qualcosa di sbagliato o che non ci sia qualcosa di te che è sbagliato o cattivo.
Senso significativo di esistenza.
Si può farti sentire come se foste invisibili e senza senso.




http://echorecovery.blogspot.it/2014/01/getting-silent-treatment-from-narcissist.html
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2 commenti:

  1. So benissimo per esperienza diretta cosa vuol dire subire l'ostracismo in ambito relazionale. L'uomo apparentemente gentile, colto, di classe, musicista affermato e
    benestante, l'ha attuato nella nostra relazione senza un motivo apparente bloccandomi su whasapp e facebook.Entrambi siamo persone divorziati.Dopo due settimane di silenzio, dove ormai penso che lui mi abbia lasciato ma che non abbia avuto il coraggio di dirmelo, con tanto dispiacere mi rassegno ma purtoppo un giorno mi vedo costretta ad avvisarlo tramite sms che mio figlio non può andare a lezione per motivi di salute. È il maestro di pianoforte di mio figlio. Ovviamente gli do del lei perché pensavo che il messaggio veicolato con il suo silenzio fosse chiaro. Non ti stimo. Non mi interessi. Non sei nulla per me. Non esisti. Avrei preferito una spiegazione ma ho avuto la forza e la dignità di non umiliarmi. Lui risponde con formalita al messaggio dandomi anche lui del lei, come se tra di noi non ci fosse mai stato nulla. Ci resto male per la freddezza e per il non bisogno da parte sua di chiedere perche gli davo del lei e della mia distanza emotiva nei suoi confronti a seguito di un suo comportamento che mi ha indotto a pensare che non gli importavo. L'indomani mattina non ho resistito, sentivo il bisogno di dirgli quello che pensavo. Cosi scrivo un brevissimo messaggio dove scrivo che, se avessi saputo che non avrebbe mai avuto stima di me, l'avrei guardata con meno attenzione. Si giustifica dicendo che è stato molto impegnato per via del trasloco e che per quanto riguarda i contatti persi non è colpa sua ma della compagnia telefonica.Aggiunge che lui mi stima e che io mi sto sbagliando a pensarlo. Mi scrive che sarebbe bello se accettassi le scuse per il disagio. Penso! Ma non per il torto che mi ha fatto. Gli rispondo come se stessi parlando con un bambino che va educato alla convivenza del vivere civile e gli scrivo che accetto le scuse per il disagio ma che comunque avrebbe potuto avvisarmi nell'altro numero per evitare equivoci e sentire l'esigenza di parlare con me. Lui convinto che la questione si sia risolta ma soprattutto la sua immagine di persona per bene ne è uscita illesa, si accerta per sms che la questione è stata chiarita e che non potrà più comunicare come prima per colpa di terzi. In poche parole e sottinteso: ti chiamo appena ho bisogno della donna sensuale e bella che sei. Il messaggio non è chiaro a me e allora gli chiedo cosa significa per noi il messaggio. Lui a quel punto cambia la versione dei fatti a suo piacimento e mi scrive che significa che non ho rispettato la sua vita privata, gli dato della persona non educata e che lo ho accusato di non stimarmi. Insomma voleva farmi sentire in colpa per colpe che non ho. In sintesi gli ho risposto che ho compreso che la strada intrapresa era senza ritorno e che le sue accuse non corrispondevano alla verità e che per comodità soggettiva la colpa adesso cadeva su di me. Gli ricordo che ho rispettato con fatti e parole la sua vita, comportandomi da signora. (Ho fatto un unico peccato. L'ho amato, fatto sentire importante ed essere stata donna). Lo esorto ad analizzare in modo oggettivo come sono andati realmente i fatti. Non ho avuto alcuna risposta. Non mi aspetto nulla è non voglio una relazione impostata sulla manipolazione. Mi chiedo pero: Come si può essere così meschini nei confronti di una donna? Come può un uomo apparentemente per bene, gentile, di classe, istruito, che ogni donna credo vorrebbe accanto, comportarsi così? È scioccante, deludente, inimmaginabile, triste. È vero! Viviamo nel mondo delle illusioni e confondiamo per vero quello che non lo è. Solo la consapevolezza può salvarci da questo infido inganno. Auguro a tutte le vittime di persone anaffettive di giungere alla consapevolezza, l' unica strada possibile per vivere una vita degna di essere vissuta.

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    1. ti leggo e vedo il mio film ti capisco per me appena finita x l ennesima volta sono basito che possano esistere queste persone l ho trattata come te hai trattato lui stesse risposte la colpa e nostra. Ti auguro il meglio della vita Roby

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