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Narcisisti perversi - Manipolatori - Vampiri psico-affettivi

Hugo Marietan - Ultime osservazioni sulla Psicopatía



Il mito della captazione intuitiva dei bisogni altrui

Molto si parla dell’intuizione dello psicopatico, della capacità di intuire i bisogni dell’altro. Studiando in profondità questo argomento sono arrivato ad alcune conclusioni: 1. Evidenzio in prima linea che le persone comuni non possono afferrare, capire la logica psicopatica, si tratta di una struttura logica totalmente distinta; lo psicopatico ci risulta strano, qualcuno difficile da interpretare quando si comporta com’è davvero. La maggior parte delle volte, però, egli non dimostra la sua vera natura, essendo subdolo e difficilmente riconoscibile. Tuttavia, sono arrivato alla conclusione che le persone comuni sono ugualmente incomprensibili agli occhi dello psicopatico. Lui non è in grado di comprendere la mente delle persone normali e questa incapacità di scoprire, fin da piccolo, il perché delle cose lo porta a studiare i gesti, gli atti, le reazioni delle persone comuni e, specialmente, un particolare tipo di reazione sulla quale lui stesso ha un deficit molto accentuato: si tratta dell’espressione delle emozioni. Questo tipo di personalità, la psicopatica, possiede un deficit nella ripercussione emotiva dei fatti se paragonata alle persone normali.

Lo psicopatico studia gli altri

Le persone comuni conoscono globalmente gli altri senza avvertire la necessità di studiare chi le sta accanto. Assimiliamo gli altri per contiguità e continuità nel trascorso del rapporto, come se assorbissimo contestualmente la conoscenza dell’altro; per questo tante volte restiamo per anni con una persona, per “conoscerla fino in fondo”. Gli anni passano e, a volte, ci sono condotte che ci spaventano.
Dal canto suo, lo psicopatico fa uno studio analitico dell’altra persona perché per lui si tratta di un oggetto strano. Questa conoscenza analitica nel corso del tempo – che fin da bambino egli mette in atto nei confronti degli altri – lo fa sviluppare una conoscenza approfondita sui tipi e sulla varietà degli esseri umani, specialmente per quanto riguarda il loro aspetto emozionale. Impara quindi la gestualità emotiva delle altre persone e la copia. Per questo si afferma che la capacità di “afferrare” dello psicopatico, che riesce comunque a catturare e intuire le necessità altrui sia il prodotto dell’apprendistato realizzato, della sua capacità di fare delle analogie. Catalogando modelli comportamentali lui riesce così a determinare che un individuo sconosciuto si ritrovi assegnato a questa o a quella categoria mentale imparando presto a trarre profitto da questo studio, che usa per meglio manipolare e sedurre.
Ecco la testimonianza di uno di loro: “Ero alla veglia funebre di mia madre. I miei fratelli piangevano in silenzio accanto alla bara, le mie sorelle, isteriche come sempre, urlavano e si dimenavano. Una di loro è persino svenuta. Io non provavo nulla. Mi sembrava logico che mia madre morisse, lei aveva con tumore in metastasi avanzata, il tutto scoperto molto tardi. Mi sono reso conto che le persone mi guardavano. Ho capito che dovevo agire come loro, fare un po’ di teatro. Ho messo la testa fra le mani e ho pianto. Non volevo male a mia madre, la volevo bene come ogni figlio, è solo che non riuscivo a piangere, tutto qui. Io non sono pazzo, so che bisogna piangere nei funerali, la gente spera che un figlio pianga la propria madre. Capisci?”

Il rapporto con la partner

Per quanto riguarda il tema specifico della partner dello psicopatico spesso ci chiediamo “come può manovrarla così bene”? Possiamo rispondere nel modo seguente: lo psicopatico non è un veggente; è la sua partner oppure la persona che convive con lui a tenerlo informato su tutto ciò che sente, che fa o intende fare. Si sforza tremendamente con l’intento di essere riconosciuta come una persona agli occhi dello psicopatico. Per smettere di essere una “cosa” ed essere ritenuta una persona, la partner regala costantemente informazioni su di lei allo psicopatico; anche quando capita la separazione tra loro – o si è perfino arrivati al divorzio – la partner insiste in voler dimostrare all’avvocato dello psicopatico chi è e cosa farà… Ho chiesto a una di loro: “Perché vorresti parlare con il suo avvocato?”, lei mi rispose: “Perché ci tengo a dire cosa farò con la casa, con i beni, ecc.” Voglio dire, loro sono state talmente condizionate dallo psicopatico che hanno il bisogno di rassicurarlo su cosa faranno dopo che la storia è finita.

Una logica militare

L’altra conclusione che comunico è che la logica dello psicopatico è una logica del tipo militare: una logica strutturata su oggettivi, fatta di tattiche, di strategie, di presa di terreno, di conquista di territori, è persistere nell’obiettivo e utilizzare tutti gli strumenti necessari per arrivarci. La mente dello psicopatico è militaresca, diversa dalla persona normale che presuppone una mentalità rivolta ai tempi di pace, che crede alla forza del destino dal quale dipende anche la fortuna.
Detto questo, è facile osservare lo svantaggio dei leader comuni nei confronti dei leader psicopatici. Il leader comune cerca di aggiornarsi attraverso gli altri, cerca di consultarli ideando schemi e strategie ancorate sul consenso. Il leader psicopatico, mi spiego meglio, lo psicopatico che ha in mano il potere è un militare, un militare impietoso, che segue il suo obiettivo e lo seguirà ad ogni costo qualunque cosa accada. Nei loro confronti, i leader comuni hanno poco da fare, salvo che si renda conto di questa cruciale caratteristica.
Esiste un altro tipo di leadership: il dittatore. Diversamente dagli altri leader, il dittatore manipola gli uomini; i codici virili (la lealtà, il coraggio, la divisa) sono valori che disciplinano tanto il dittatore quanto i suoi preposti. Il leader comune cerca l’accordo, si consulta, va alla ricerca dell’armonia tra le parti; il dittatore, invece, è ubbidito da uomini con dei valori nettamente maschili. Come lo psicopatico, egli spara ordini a individui “cosificati” che hanno il dovere di rispettarli.

La tattica del tero

Il tero è un problema per i cacciatori in aperta campagna perché segnala al resto della fauna la presenza umana nei paraggi; il tero vola intorno all’uomo emettendo un suono simile a “teru_teru”, rovinandogli la caccia. Il tero, però, è anche molto astuto: mette in atto lo scandalo lontano dai luoghi in cui si trovano le sue uova. La manovra di distrazione è molto chiara: grida di qua, ma il nido è di là.
Questa tattica è molto utilizzata dagli psicopatici, denominata anche “falsa pista”, cioè, loro concentrano l’attenzione degli altri su un certo argomento mentre lavorano in sovrapposizione e silenziosamente su tutt’altro. Quando la vittima si rende conto dell’artificio è già tardi, l’opera di distrazione è stata compiuta.

Intossicare gli altri con le astrazioni

Un’altra manovra utilizzata dallo psicopatico soprattutto con la sua partner è “l’intossicazione con le astrazioni”. Lo psicopatico trafigge le orecchie della partner con delle parole, la sommerge con i suoi problemi, con delle domande, con squalificazioni, con dettagli irrilevanti che fanno loro credere di essere importanti. Questo meccanismo è utile per far sì che i pensieri della partner siano diretti permanentemente a lui: la bombarda di astrazioni.
Quando si ritrova a parlare con qualcuno la partner riesce soltanto a fare discorsi sullo psicopatico, raccontando ciò che ha detto o fatto lui. Lei costantemente parla di lui, è come se lo psicopatico stesse nella sua mente seduto su di un trono permanente. Sentendo con attenzione il suo discorso ci accorgiamo che quello che ci sta dicendo sullo psicopatico sono delle banalità. Questo accade perché gli psicopatici addestrano la testa delle partners per lavorare sulle loro astrazioni; le donne s’impegnano nel duro lavoro di rimuginare su cosa volevano dire mentre loro, gli psicopatici, continuano a seguire con la loro vita altrove, proprio come fa il tero. Lo psicopatico non gioca mai a carte scoperte; la partner, invece, svela tutte le sue carte.
Come ho detto molte volte, lo psicopatico penetra come un virus e si fissa nella mente della partner. La partner, sin dall’inizio, lo alloggia con cura nonostante si lamenti delle brutalità e dai martiri psicologici inflitti da lui. Una soddisfazione ineffabile lo tiene fortemente ancorato alla psiche della partner.
La parte logica della partner, in segno di protesta, lotta per riuscire a ottenere l’antivirus che ne distrugga l’incantesimo; la sua altra parte, però, resasi schiava, boicotta l’azione della logica. Così, la battaglia per il ricupero psicologico della donna è giocata dentro la sua stessa testa: tra la logica e la schiavitù. Più tempo trascorre accanto allo psicopatico, più si rinforza la sua parte schiava.

Il valore soggettivo delle parole

Un altro elemento interessante è che lo psicopatico conosce profondamente l’enorme valore manipolatorio delle parole, fin dove può arrivare la loro suggestione: sa metterle nel momento esatto in cui avranno il maggior peso e sa ometterle quando il silenzio fa più male. Il discorso della partner è cosparso di “lui mi ha detto che”, “una volta mi ha raccontato che”, “ma lui dice che”. Lo psicopatico parla, ma molte volte non informa: com’è possibile che la partner non sappia niente di ciò che fa lui? Alcune donne trascorrono anni, decade vivendo con lo psicopatico ma non hanno le idee chiare su quale sia il suo lavoro, da dove arrivano i soldi e nemmeno come sono spesi. Che cosa fa suo marito? “Dice che lavora da quella parte, dice che fa questo e quello” … non hanno la più pallida idea di quanto guadagna, scoprono improvvisamente dei conti in banca, spesso per pura casualità, aprono per sbaglio la corrispondenza o cercano deliberatamente informazioni sul computer, soltanto così scoprono le varie attività di cui erano tenute all’oscuro. Lo psicopatico sa occultare tutto a prescindere della curiosità della moglie; curiosità alla quale nessun nevrotico potrebbe reggere. Il nevrotico non regge alla curiosità della moglie, non ce la fa a nasconderle tutto (a volte le loro mogli sanno più di loro stessi); con lo psicopatico, però, la trasparenza è impossibile.

La gestione del tempo. Un mistero

Un’altra caratteristica dello psicopatico è l’estrema attenzione dedicata alla gestione del suo tempo. Il nevrotico per sua natura è molto ansioso e vuole tutto subito, ha fame di tempo, ciò vuol dire che non ha molta pazienza per attendere. Lo psicopatico, da buon cacciatore, sa manovrare il tempo come nessuno, soprattutto se è in attesa.
Un’altra esperienza che genera lo psicopatico è il mistero, l’ignoto. L’essere umano ha bisogno di spiegazioni, ha la necessità di aggrapparsi a qualche speranza, non può tollerare a lungo l’incertezza. Gli psicopatici sono esperti nella tolleranza dell’incertezza, nella gestione del mistero e dell’ignoto per mantenere in sospeso l’altro. Egli forgia una speciale tensione in tutte le persone della sua cerchia più ristretta, quelle che hanno con lui una relazione diretta.

Un essere speciale

Lo psicopatico è un essere speciale e per questo non può essere paragonato a nessuno. Se accettiamo la sua facciata “comune”, una delle sue tante maschere, egli non ci apparirà poi tanto “strano”. Tuttavia, sia a causa della convivenza o dovuto a determinate circostanze speciali, riusciamo a identificare le crepe della sua struttura di modo a rendere evidente l’elemento nocivo e, se abbiamo la sfortuna, possiamo osservare il suo lato più sinistro, la zona d’ombra che lo rende unico.
Lo psicopatico non ha amici. Lo psicopatico fa conoscenze, i suoi rapporti sono utilitari; può circondarsi di persone, di soci, però non ha amici personali perché non ne ha bisogno. Le persone comuni hanno bisogno dell’appoggio dei loro amici, hanno bisogno di raccontarsi, di discutere con loro o semplicemente di godere della loro compagnia. Lo psicopatico non ha bisogno di nulla di questo. Per lui è facile relazionarsi con gli altri, trarre qualche profitto e poi scaricarli. Non stabilisce legami reali, ma soltanto apparenti o transitori. Non ha amici e nemmeno permette alla partner di averli. Lo psicopatico isola le sue donne: quando scopre che la partner ha un buon rapporto con gli amici, con i colleghi oppure è molto legata alla famiglia, distrugge questi lacci per renderla più isolata e sotto il suo dominio, come abbiamo detto tante volte.

Dismisura

Lo psicopatico è smisurato nel suo modo di agire, non ha metri di paragone, per questo le notizie che ci investono riguardo alle loro azioni sono così stridenti. Lo psicopatico è un essere speciale per il suo potere di persuasione, molto istintivo, il che genera, di per sé, il pensiero nei confronti di chi decide di restargli accanto. Inoltre, lui è molto abile quando pianifica minacce e coercizioni. È un’artista della bugia e della manipolazione. Questa manipolazione non è grezza e immediata, ma è lentamente diluita nel tempo. Come un medico omeopata egli crea abitudini moralmente velenose con il trascorrere degli anni, di modo che le persone che convivono con lui si abituino gradualmente alle sue piccole cattiverie, e così, piano piano, si “vaccinino” con le sue perversioni fino a tollerarne dosi più elevate.
Lo psicopatico non riconosce alcun valore alle persone; sono soltanto cose destinate alla sua soddisfazione. La ripetizione ossessiva delle stesse azioni risponde alla sua speciale necessità di violare ogni limite. Lui non risponde all’argomentazione, all’educazione, alle punizioni o ai premi: lo psicopatico è com’è e sarà così sempre, per questo è reincidente. Le persone che lo circondano sono assorbite da una specie di letargo, permettono che lui si senta libero di esercitare le sue perversioni ovunque.  Quando possono, al massimo, cercano di scappare da questo circuito negativo; quando non lo fanno, cadono fatalmente vittime dalle richieste del mostro.


Testo tradotto da Alcmeon, Revista Argentina de ClínicaNeuropsiquiátrica, vol. 16, Nº 2, marzo de 2010, págs. 171 a 176.
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1 commenti:

  1. Per favore citate la fonte che ha tradotto l'articolo. C'è un intero lavoro dietro. E' un fatto di rispetto https://artedisalvarsi.wordpress.com/2015/07/24/principali-strategie-di-raggiro-utilizzate-dai-perversi-narcisisti/

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