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Narcisisti perversi - Manipolatori - Vampiri psico-affettivi

Smetti di analizzare il narcisista presente nella tua vita




E così alla fine hai smascherato quella persona - hai fatto "2+2"; hai cercato senza stancarti i tratti del disturbo narcisistico, della psicopatia, della sociopatia, le personalità del cosiddetto "cluster B", e voila! - adesso sai che hai avuto a che fare con un bugiardo seriamente disturbato, manipolatore, uno sfruttatore cronico - sicuramente una personalità narcisista, psicopatica o borderline, o una combinazione di queste personalità che spiega i comportamenti shockanti di questo individuo.
Adesso lo sai, giusto?
Hai portato a termine la tua ricerca, giusto?
Eppure, siamo onesti, la tua ricerca continua in varie forme, e continui a scavare, vero?
Ma ormai è tempo di chiedersi: perché?
Dopotutto hai investigato, hai tratto le tue conclusioni, e sei sicura di quanto hai concluso, o no?
Sei consapevole di ciò che sai, vero?
Hai fatto i compiti diligentemente, sei arrivata davvero alla conclusione giusta, hai smascherato la sua personalità immutabile e distruttiva (e i suoi disturbi di personalità).
E allora (e non lo sottolineerò mai abbastanza)... adesso è ora di smettere di cercare, è ora di finirla!
Hai risolto il mistero!
La ricerca è finita, eppure non vuoi smettere.
Eppure, in un modo o nell'altro, continui a ripensare ad un caso che hai già risolto.
Ora ti trovi ad affrontare la sfida più difficile: fidarti delle tue conclusioni e staccarti dal processo investigativo.
Fa paura, perché facendolo dai inizio ad un distacco vero e proprio dall'individuo che hai smascherato come una persona che è stata mostruosa e terribile per te.
E questo distacco vero e proprio, che è necessario per andare avanti, è difficile.
Eppure devi farlo, se davvero vuoi guarire.
Perché la guarigione non arriverà attraverso le infinite investigazioni.
Le tue investigazioni senza fine - e intendo tutte quelle forme di investigazione che continuano anche dopo aver risolto il caso (e lo hai risolto!) - impediscono e ritardano la guarigione.
Ora che hai risolto il caso, non sono altro che un esercizio di ossessione e di fissazione; razionalmente vuoi andare avanti, ma inconsciamente no.
Eppure sì, è ora di andare avanti.
Lo è davvero.
Hai paura, ma è ora.
Le ricerche sulla personalità di questo individuo, sulla sua storia, sulla tua storia con lui; tutta la dettagliata ricerca dei pezzi mancanti del puzzle: è stato un lavoro fantastico e necessario, ma ora non lo è più.
Il tuo lavoro è finito, anche se stai cercando di convincerti che bisogna portarlo avanti, come se potesse aggiungere qualcosa di importante, quando in realtà ciò che sta facendo è prolungare il tuo attaccamento a questo individuo, attraverso la tua determinazione a trovare nuove prove, nuove conferme, nuove prove schiaccianti che lui è (o era) ciò che tu sai già.
Quando diventiamo vittime di qualcuno in modo traumatico, si attiva in noi un bisogno furioso, insaziabile e disperato di "non lasciar andare" la nostra ricerca della prova che il carnefice è colpevole ed è un essere umano riprorevole e incorreggibile.
Spesso questo bisogno permane insistentemente e a lungo, anche dopo avere trovato la prova definitiva.
A volte siamo noi ad alimentarlo col nostro persistente e ossessivo dubitare: "Magari mi sbaglio... Anche se sono convinta di non sbagliare... ma se sbagliassi? Hmmm... magari potrei trovare un'altra prova... ancora una... soltanto un'altra... allora non avrei più dubbi!
E' tutto ciò che chiedo, soltanto di inchiodarlo a quest'ultima prova!".
Ma la ricerca e il desiderio per un'altra prova soddisfacente e rassicurante non finiscono mai!
E' complicato, perché quel dubbio residuo è qualcosa a cui ci aggrappiamo tenacemente, perché ci permette di rimanere vicine al carnefice.
Noi rifiutiamo, su un certo livello, di liberarci dell'individuo sfruttatore e abusivo che sappiamo che è. E dunque ci fa comodo (anche se è sempre profondamente dannoso!) aggrappaci a questo dubbio, che diventa nel tempo poco più di un auto-stratagemma che ci consente la razionalizzazione dei nostri eterni sforzi per costruire un caso a prova di bomba per denunciare questo individuo per sempre.


Articolo tradotto da http://www.unmaskingthepsychopath.com/
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7 commenti:

  1. Molto utile, molto vero, molto profondo.
    Anche io sono bloccata in questo limbo. Solo che, a differenza di chi ha avuto un partner narcisista e, se trova la forza, può staccarsi fisicamente e iniziare il processo di guarigione, io ho a che fare con una categoria più difficile: i genitori.
    Sia mia madre sia mio suocero sono dei mostri. E per quanto cerchi di vederli/sentirli il più possibile, chiudere del tutto è impossibile. Sono pur sempre GENITORI.
    E il percorso di guarigione, sentendoli, è più difficile. A volte penso ch non ne uscirò mai, che sarò costretta ad averli addosso per sempre e anzi, sarà sempre peggio. Cerco di lavorare su di me, sul diventare indifferente ma è difficile. Sono così piena di rabbia, e ogni volta che sono costretta a sentirli è un altro colpo

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  2. Se lo vedessi morire di cancro guarirei subito.

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    1. Sono d'accordo ��

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    2. Perfettamente d'accordo..Il rischio purtroppo è che ci si ammali noi. A me è successo.

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  3. hai perfettamente ragione.non serve rabbia solo indifferenza! con quella li uccidiamo e abbiamo il meglio su di loro.

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  4. Hai perfettamente ragione

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